18 Febbraio 2021
Tutela della biodiversità: così non va, più rispetto per l’agricoltura

Coldiretti Cuneo esprime osservazioni fortemente critiche sulla linea che la Regione Piemonte sta perseguendo sul tema della tutela della biodiversità.

Nelle settimane scorse – spiega Coldiretti Cuneo – il Settore Biodiversità della Direzione Ambiente della Regione Piemonte ha reso note le nuove misure di conservazione ipotizzate per alcuni siti della Provincia di Cuneo facenti parte della “Rete Natura 2000”, territori individuati come meritevoli di tutela per la presenza di specie animali, vegetali o di habitat di particolare rarità o pregio. I tre siti oggetto di attenzione sono i “Boschi e colonie di Chirotteri di Staffarda” per la presenza di colonie di pipistrelli, il “Vallone dell’Arma” tra le Valli Stura e Grana per la presenza di una rara farfalla e la “Comba di Castelmagno”, area con presenza di arbusti di bosso.

Tuttavia, secondo Coldiretti Cuneo, le misure che la Regione intende mettere in campo non soltanto oltrepassano di ampia misura il perimetro di ciò che occorre fare per perseguire gli obiettivi di tutela individuati, ma alterano le finalità stesse per le quali Rete Natura 2000 è sorta, creando i presupposti per una crescente avversione, da parte delle comunità che vivono e lavorano in questi luoghi, nei confronti di questo strumento voluto dall’Unione europea per la tutela della biodiversità.

“Così non va” commenta il Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo Roberto Moncalvo, che spiega: “Nei siti del Vallone dell’Arma e della Comba di Castelmagno la Regione prevede divieti, vincoli e limiti all’attività di pastorizia e, come se non bastasse, implementa misure di ulteriore tutela per il lupo che gode già di totale protezione. È inaccettabile che non si stia pensando a pastori e allevatori, che pure svolgono attività essenziali al mantenimento di habitat e paesaggi sempre più minacciati dal rischio di abbandono”.

“Non meno preoccupanti – prosegue Moncalvo – sono le misure previste per l’area di Staffarda, storicamente caratterizzata dalla presenza di una diffusa attività agricola, per la quale la Regione propone una moltitudine di obblighi, vincoli e adempimenti burocratici che rischiano di immobilizzare le imprese agricole e di zavorrarle con inutili procedure”.

“Per questo abbiamo predisposto una lettera alla Regione in cui chiediamo di arrestare immediatamente il processo di approvazione delle nuove norme e di avviare un reale confronto con le Autonomie locali e il territorio per promuovere un processo di tutela della biodiversità davvero efficace, che non precluda la presenza rispettosa dell’uomo e delle sue attività” dichiara Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo.

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