28 Febbraio 2008
SUINI E CONIGLI: LA COLDIRETTI SI STA BATTENDO PER L’ETICHETTATURA D’ORIGINE

Domenica 3 febbraio la Coldiretti è scesa in Piazza e ha iniziato, con un grande successo di partecipazione la raccolta firme per ottenere l’indicazione in etichetta dell’origine della carne di suino e di coniglio.
Sono stati coinvolti i cittadini consumatori che chiedono, in attuazione della legge n. 204 del 2004 (obbligatorietà dell’origine in etichetta) l’obbligatorietà nell’etichetta dell’origine delle carne suine e di coniglio e dei loro trasformati. In tal modo sarà possibile controllare l’origine del prodotto, assicurare la rintracciabilità dell’origine delle carni suine e di coniglio, evitando il rischio di possibili contraffazioni a danno del diritto dei cittadini – consumatori di effettuare scelte consapevoli.
Il momento di mobilitazione iniziato a Torino in Piazza Palazzo di Città, ha dato il via alla petizione popolare a sostegno dell’indicazione obbligatoria dell’origine.
Migliaia di firme sono già state raccolte. Un momento importante per due comparti che stanno vivendo momenti difficili a causa della diminuzione dei prezzi percepiti dagli allevatori e contemporaneamente all’aumento dei costi di produzione.
Agli allevatori i maiali vengono pagati appena 1,20 euro il chilo, una quotazione così bassa che non riesce a coprire i costi di produzione. Il prezzo della carne di maiale, passando dalla stalla alla tavola, si moltiplica per cinque se si acquista la braciola, per dieci se si compra il salame e fino ad oltre venti volte quando è il prosciutto a finire nella busta della spesa. Stessa crisi anche per gli allevamenti di conigli: a fronte di un prezzo medio di 1,30 euro riconosciuto agli allevatori, la carne di coniglio viene pagata dai consumatori otto euro il chilo; il valore, nei passaggi della filiera, dalla stalla alla tavola, lievita di oltre il 500 per cento. A questo punto diventa facile pensare come un tale divario presente nella distribuzione metta a rischio i bilanci degli allevamenti cunicoli. In Piemonte, secondo la Relazione annuale di attività dei servizi veterinari, l’anagrafe zootecnica conta 2.215 aziende che allevano suini, per un totale di 1.258.224 capi. In provincia di Torino le aziende sono 395, con 203.315 capi; Cuneo conta 1.137 aziende con 874.132 capi; Alessandria ha 209 aziende con 47.739 capi; Novara registra 136 imprese con 64.898 capi; Asti ha 124 allevamenti con 18.878 capi; Verbania registra 121 aziende con 633 capi; Vercelli conta 51 allevamenti con 17.650 capi; Biella ha 42 imprese suinicole con 30.979 capi.
Per i conigli, secondo Piemonte in cifre 2007, annuario statistico regionale, nella nostra Regione vengono allevati 880.804 conigli: le tre province con il maggior numero di capi sono Cuneo, con 699.784; Torino, che ne registra 93.100 e Novara, che conta 49.670 capi.
“Questa iniziativa è volta a ridurre la forbice dei prezzi dalla stalla alla tavola che mette a rischio la produzione Made in Italy di carne e salumi e il loro consumo da parte delle famiglie italiane che hanno dovuto ridurre di circa il 3 per cento gli acquisti familiari su base annua. – hanno affermato il presidente e il direttore della Coldiretti Cuneo Marcello Gatto e Bruno Rivarossa – Nel corso della manifestazione è stata avviata la raccolta di firme per la petizione popolare a sostegno dell’indicazione obbligatoria dell’origine sull’etichette delle carni di maiale e di coniglio per garantire la trasparenza e sono state rese disponibili informazioni su prezzi, produzione e consumi nonché consigli per gli acquisti, con l’obiettivo di evitare i rincari e le speculazioni in agguato a danno degli allevatori e dei consumatori.

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