15 Febbraio 2021
Stop allo sci: oltre 200 milioni di perdita per l’indotto

La mancata apertura degli impianti anche nell’ultima parte della stagione è destinata ad avere effetti non solo sulle piste da sci della Granda ma sull’intera economia che ruota intorno al turismo invernale che ha un valore stimato prima dell’emergenza Covid di oltre 200 milioni di euro all’anno e che conta circa 400 operatori e 4.000 addetti tra diretto, indotto e filiera. È quanto afferma Coldiretti Cuneo in riferimento al nuovo rinvio della riapertura allo sci in zone gialle, deciso dal Ministro della Salute dopo il nuovo pronunciamento del Comitato tecnico scientifico.

La riapertura degli impianti sciistici era attesa da settimana scorsa tanto che i 14 comprensori in Provincia di Cuneo, che contano 73 impianti di risalita per più di 350 km di piste, si erano ormai preparati.

“Una batosta non da poco - commenta Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo - che si va ad aggiungere agli effetti non solo sulle piste ma anche sull’intero indotto delle vacanze in montagna, dall’alloggio alla ristorazione, dagli agriturismi ai rifugi che, dallo stop al turismo sulla neve, hanno subito un calo di fatturato fino al 90%. Proprio dal turismo invernale dipende buona parte della sopravvivenza delle strutture agricole che con le attività di allevamento e coltivazione svolgono un ruolo fondamentale per il presidio del territorio contro il dissesto idrogeologico, l’abbandono e lo spopolamento. Con le presenze praticamente azzerate nel momento più importante della stagione, si guardava con speranza all’ultimo scorcio, seppur con il pesante limite allo spostamento tra Regioni ma le aspettative sono andate all’ultimo momento deluse”.

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