7 Giugno 2026
Sicurezza alimentare: un allarme alimentare al giorno

Un allarme alimentare al giorno causato da cibo straniero importato. È quanto denuncia Coldiretti Cuneo in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare, che si celebra ogni anno il 7 giugno, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e promossa da OMS e FAO per sensibilizzare cittadini e istituzioni sui rischi di origine alimentare.

Nel 2025 sono già stati segnalati casi legati ad arachidi cinesi con aflatossine cancerogene oltre i limiti, arance egiziane con residui di Chlorpropham, pesticida vietato nell’Unione Europea dal 2020, oltre a pistacchi, pollo, pesce e altri prodotti abitualmente presenti sulle tavole. Secondo l’OMS, ogni anno circa 600 milioni di persone nel mondo si ammalano a causa di alimenti contaminati.

In occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare, che coincide con la giornata conclusiva di Piazza Coldiretti in Piazza Galimberti a Cuneo, Coldiretti Cuneo richiama la necessità di garantire ai cittadini cibo sicuro, controllato e trasparente, partendo dall’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta su tutti gli alimenti.

Una battaglia che Coldiretti porta avanti da tempo anche con iniziative di mobilitazione diretta. Alcune settimane fa, anche una delegazione di Coldiretti Cuneo ha preso parte al presidio al Brennero, luogo simbolo del passaggio delle merci in ingresso nel nostro Paese, per denunciare le importazioni sleali di prodotti agroalimentari stranieri spacciati come italiani o ottenuti senza rispettare gli stessi standard richiesti alle imprese agricole nazionali.

In questa direzione si inserisce anche la mobilitazione avviata sul territorio provinciale per la modifica del Codice doganale sull’origine dei prodotti agroalimentari. In provincia di Cuneo sono oltre 2 su 3 i Comuni che hanno approvato la delibera proposta da Coldiretti Cuneo, tra cui le “8 sorelle” Alba, Bra, Ceva, Cuneo, Fossano, Mondovì, Saluzzo e Savigliano, a sostegno di una battaglia per difendere il vero Made in Italy agroalimentare, l’economia locale e il diritto dei cittadini-consumatori a una corretta informazione.

Al centro della richiesta c’è il superamento delle distorsioni legate al principio dell’ultima trasformazione sostanziale, che oggi consente a prodotti di origine estera, dopo una lavorazione effettuata in Italia, di essere commercializzati come Made in Italy, creando confusione nei consumatori e penalizzando le aziende agricole italiane.

“Il consumatore deve poter sapere sempre cosa porta in tavola e da dove arriva il cibo che acquista – dichiara il Presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada –. La sicurezza alimentare passa dai controlli, dalla trasparenza e dalla difesa del vero Made in Italy, che resta una garanzia per cittadini e imprese agricole”.

Secondo il rapporto Efsa 2025, i prodotti agroalimentari stranieri con residui chimici irregolari sono pari al 5,6%, contro lo 0,7% di quelli di provenienza nazionale. Per questo Coldiretti chiede l’applicazione del principio di reciprocità sulle importazioni dai Paesi in cui non valgono le stesse regole europee in materia di sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente e rispetto dei diritti dei lavoratori. “Non possiamo accettare che entrino sul mercato prodotti ottenuti con standard diversi da quelli richiesti alle nostre imprese – aggiunge il Direttore di Coldiretti Cuneo, Francesco Goffredo –. Servono regole uguali per tutti e l’obbligo di indicare l’origine degli ingredienti su tutti i prodotti alimentari venduti nell’Unione Europea”.

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