16 Gennaio 2008
SI E’ RIUNITO IL PRIMO CONSIGLIO PROVINCIALE COLDIRETTI 2008

Tra i diversi temi di discussione ha assunto particolare importanza il problema relativo al provvedimento regionale “zone vulnerabili da nitrati”

S i è riunito mercoledì 9 gennaio a Cortemilia il primo Consiglio Provinciale Coldiretti del 2008. Diversi sono stati i temi di discussione proposti. È stata fatta un’analisi del comparto lattiero-caseario e del relativo progetto Coldiretti- Industria Dolciaria Ferrero, si sono programmate le linee sindacali da seguire nel 2008 ed è stato ancora messo in discussione il problema cinghiali.
Tra i temi discussi la priorità è stata data a quello relativo al provvedimento regionale riguardante le zone vulnerabili da nitrati. È ormai dal 2002, anno di pubblicazione del primo provvedimento regionale in materia di zone vulnerabili da nitrati, che la problematica della corretta gestione dei reflui animali preoccupa il mondo zootecnico per le grandi difficoltà e pesanti conseguenze derivanti dall’applicazione della nuova normativa. Com’è noto dopo una prima individuazione delle aree vulnerate da nitrati di origine agricola è avvenuta nel 2002 contestualmente alla definizione delle nuove regole da adottarsi nella gestione dei reflui zootecnici.
Immediata gravissima conseguenza del nuovo scenario è stata l’impennata dei prezzi dei terreni e degli affitti ed un rilevante aggravio burocratico per le aziende coinvolte.
Nel corso del 2007 la Regione Piemonte ha pubblicato il nuovo decreto che disciplina l’utilizzazione agronomica delle deiezioni zootecniche su tutto il territorio regionale e che pertanto interessa tutto il territorio della nostra provincia e la totalità delle aziende zootecniche: siano esse allevamenti bovini, suini, avicunicoli o ovicaprini. La stesura del nuovo provvedimento, che introduce ulteriori vincoli e limitazioni, è avvenuta a seguito di una lunghissima serie d’incontri di concertazione durante i quali abbiamo cercato di collaborare con i funzionari della Regione Piemonte al fine di raggiungere l’obiettivo di rispondere alle richieste dell’Unione Europea e al tempo stesso di limitare, il più possibile, gli oneri economici e burocratici destinati a gravare sulle imprese zootecniche.
Nonostante il nostro impegno, per quanto il risultato finale sia migliorativo rispetto alle bozze di partenza, non ci ha lasciati soddisfatti poiché i vincoli e gli oneri a carico delle imprese risultano ancora troppo pesanti.
A completare il quadro sopra esposto recentemente vi è stata la pubblicazione da parte della Regione Piemonte delle nuove aree individuate come vulnerabili da nitrati all’interno delle quali si applicano le norme più restrittive (prima tra tutte la limitazione nell’apporto di azoto a 170 kg./ha).
La suddetta definizione è avvenuta a sorpresa il 28 dicembre u.s., senza alcun coinvolgimento della Coldiretti che al contrario ha più volte manifestato, con insistenza ma inutilmente, la necessità di un coinvolgimento in tale delicatissima decisione.
Il risultato è che ci troviamo ora di fronte ad una suddivisione del territorio regionale e provinciale in zone considerate non vulnerabili (all’interno delle quali si applicano norme per così dire “meno restrittive”) e aree considerate vulnerabili, soggette a condizioni di “maggiore severità”. Quanto sopra determinerà inevitabilmente una situazione di gravissima disparità tra aziende ed un ulteriore appesantimento nei costi di produzione con il rischio, per molte imprese, di non poter più “stare sul mercato”.
Le modalità con cui tale suddivisione è avvenuta non ci sono note non essendo stato possibile fino ad ora un confronto su tale argomento, ma da una prima sommaria analisi il risultato ottenuto è incomprensibile.
“A fronte di una tale situazione – spiega Dino Ambrogio, membro del Consiglio Coldiretti con delega al settore– si è deliberato di formulare una formale richiesta di chiarimenti alla Regione al fine di conoscere le motivazioni di un tale comportamento e, soprattutto, di essere informati sulle modalità i principi e i criteri sulla base dei quali tale suddivisione territoriale è avvenuta”.

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