22 Luglio 2020
Recovery Fund: sovranità alimentare al primo posto

Dopo la crisi legata alla pandemia che ha colpito diversi comparti dell’agricoltura cuneese, dal settore vitivinicolo con perdite fino all’80%, a quello agrituristico che ha registrato punte del 100%, un sostegno importante può arrivare dalle risorse rese disponibili dal Recovery Fund, anche nell’ottica di raggiungere l’obiettivo di un adeguato livello di approvvigionamento alimentare. È quanto commenta Coldiretti nel sottolineare che il grado medio di autoapprovvigionamento dei prodotti agricoli è sceso a circa il 75% con l’Italia che dipende dall’estero per quasi tutti i prodotti agricoli, dalla carne al latte fino ai cereali, fatta eccezione solo per vino, frutta e carni avicole.
“I problemi pandemici che hanno portato all’interruzione delle catene di approvvigionamento e le difficoltà vissute in termini di mobilità delle merci e dei servizi, rendono strategico investire nel settore aumentando la capacità di resilienza delle filiere agroalimentari nazionali anche con investimenti infrastrutturali per rilanciare la competitività del Paese con le risorse in arrivo dall’Europa dopo il raggiungimento dell’accordo” dichiara Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo.
“È necessario intervenire con un piano nazionale per difendere la sovranità alimentare e non dipendere dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali sugli scambi commerciali. Per una vera ripartenza – aggiunge Moncalvo – serve un impegno per l’innovazione con l’agricoltura 4.0 di precisione, investire in tecnologie in un’ottica di economia circolare, recuperare i ritardi strutturali e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese e promuovere l’export con un piano straordinario di internazionalizzazione attraverso la creazione di nuovi canali ed una massiccia campagna di comunicazione che valorizzi il Made in Cuneo e il nostro territorio”.