17 Marzo 2021
Nutriscore: subito interventi per difendere il Made in Cuneo

È necessario intervenire con urgenza per fermare l’attacco ai prodotti alimentari nazionali con il rischio del via libera all’etichetta Nutriscore che metterebbe in pericolo le esportazioni agroalimentari tricolori che, nonostante la pandemia, sono aumentate dell’1,8%. È quanto afferma Coldiretti nell’apprezzare l’impegno assunto in Europa dal Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, in Audizione alla Commissione Agricoltura della Camera.
“L’etichettatura Nutriscore francese – commenta Roberto Moncalvo, Delegato Confederale Coldiretti Cuneo – come quella a semaforo adottata in Gran Bretagna, influenzano il consumatore, con un bel verde, a scegliere prodotti con ingredienti di sintesi e a basso costo spacciandoli per più salutari. Un sistema fuorviante, discriminatorio ed incompleto che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle nostre tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. L’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera che tiene conto dell’insieme della dieta alimentare e non si focalizza sul singolo prodotto. L’Italia grazie ai primati nella qualità e nella sicurezza alimentare conquistati a livello europeo ha la responsabilità di svolgere un ruolo di leadership nell’Unione. L’etichetta nutrizionale a colori peraltro boccia ingiustamente quasi l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (DOP/IGP) che la stessa UE dovrebbe invece tutelare e valorizzare soprattutto nel tempo del Covid”.
“La provincia di Cuneo – sottolinea Fabiano Porcu, Direttore Coldiretti Cuneo – conta 11 produzioni a denominazione d’origine fra DOP e IGP, una grande biodiversità da continuare a valorizzare per evitare una indistinta omologazione. Il rischio concreto è quello di promuovere cibi spazzatura. Il rischio concreto è quello di promuovere cibi spazzatura. In un momento difficile per l’economia, infatti, dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza contrastando le indicazioni fuorvianti ed estendendo l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale”.

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