29 Aprile 2008
LE API NON TORNANO AGLI ALVEARI: CI SARA’ MENO MIELE

Il 2007 è stato un anno dall’andamento davvero altalenante per l’apicoltura, nel corso del quale si sono registrate situazioni molto difficili: lo spopolamento delle famiglie delle api e le condizioni meteorologiche avverse sono state tra i problemi più evidenti. In Italia l’apporto economico dell’attività delle api al comparto agricolo è di circa 1.600 euro l’anno.
Considerando la scomparsa di circa 200 mila alveari nel 2007, la perdita economica per la mancata impollinazione delle piante è stata quantificata in circa 250 milioni di euro. Le cause dello spopolamento degli alveari non sono ancora state individuate con certezza: sono finiti sul banco degli imputati i cambiamenti climatici, il ben noto problema della varroa e l’inquinamento elettromagnetico, anche se le ultime ricerche tecnicoscientifiche portate avanti dai tecnici di Aspromiele Piemonte consentono di escludere le onde elettromagnetiche dalle cause del disorientamento delle api.
Altre ipotesi si orientano verso l’utilizzo dei fitofarmaci, prodotti che interferiscono sulla capacità orientativa delle api, rendendole incapaci di rientrare all’alveare e lasciandole quindi esposte al freddo notturno, per loro fatale.
La qualità del miele non è quindi guastata, ma la quantità prodotta è desolatamente in calo.
A definirsi estremamente preoccupata per la situazione è la Coldiretti, la quale ha evidenziato l’importanza di una verifica scientifica immediata di tutti i principi attivi sospetti.
Per individuare in maniera certa le ragioni di questo allarmante fenomeno, Coldiretti Cuneo e Piemonte ha chiesto e ottenuto dall’Assessore Regionale Mino Taricco un Tavolo di Lavoro e di confronto. In collaborazione con Aspromiele, braccio economico del settore, Coldiretti Cuneo ha presentato nuovi risultati scientifici, frutto delle ultime analisi effettuate, da cui pare emergano forti responsabilità da parte di alcune multinazionali che forniscono la concia del seme agli agricoltori.
“Le api rappresentano un presidio ecologico importante, sarebbe quindi un errore pensare che questo problema riguardi solo gli insetti e gli apicoltori. – affermano il presidente di Coldiretti Cuneo Marcello Gatto ed il direttore di Coldiretti Cuneo e Piemonte Bruno Rivarossa – Siamo soddisfatti per aver ottenuto dall’Assessore Taricco il Tavolo di Lavoro e aver potuto trattare la questione; quanto sta accadendo alle api va monitorato attentamente e siamo determinati a confrontarci per trovare risposte concrete.”
Dalla discussione affrontata al Tavolo di Lavoro si è inoltre deciso di dare vita ad un gruppo tecnico, per analizzare e valutare approfonditamente i fenomeni affrontati sul territorio e verificare sul campo il nesso causa-effetto in modo puntuale. Si avvierà anche una fase di sperimentazione agronomica per verificare i modelli attuativi di talune pratiche e l’impatto delle stesse sulla salute delle api. In forma cautelativa sarà inoltre chiesta la sospensione delle sostanze sospette in attesa degli esiti delle analisi scientifiche.