1 Settembre 2008
LATTE: ULTIMI AGGIORNAMENTI

RIFORMA REGIME QUOTE LATTE

In merito alla decisione presa dalla Comunità Europea di smantellare il sistema dal 2015, stanno emergendo delle posizioni diverse tra i vari stati membri. Da una parte Francia, Germania, Austria, Grecia, Ungheria, Slovacchia e Slovenia che vorrebbero discutere il sistema dell’atterraggio morbido (l’aumento annuo dell’1% della quota) di anno in anno in base all’andamento di mercato e dall’altra i paesi emergenti (Polonia e Romania) guidati dall’Olanda, Svezia e Spagna che invece condividono a pieno la proposta fatta dalla Commissaria europea, cioè un aumento programmato della quota a tavolino. L’Italia in questo scenario continua a chiedere che questi aumenti non siano dati linearmente e cioè uguali per tutti, ma ripartiti in base al fabbisogno. “In merito la Coldiretti di Cuneo – spiega il presidente Marcello Gatto (foto in alto) – attraverso la propria Consulta settore latte, farà delle proposte concrete ed operative da portare all’attenzione della Confederazione e quindi del Ministero delle Politiche Agricole.”

COOPERATIVE

Con sentenza in data 21 luglio 2008 il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia ha respinto il ricorso della Coop.
“La Lombarda” proposto per l’annullamento del decreto della Regione Lombardia 5 giugno 2007 con il quale è stato revocato il riconoscimento della qualifica di “primo acquirente” di latte vaccino alla Società Cooperativa La Lombarda a r.l. La sentenza dei giudici amministrativi, grazie alla quale resta impedito a “La Lombarda” di operare come primo acquirente di latte vaccino, ha ritenuto infondate le censure avverso il provvedimento di revoca disposto dalla Regione Lombardia, per numerose violazioni compiute negli anni scorsi.

TRATTATIVA

La Regione Piemonte ha riconvocato il tavolo di trattativa sul prezzo del latte mercoledì 3 settembre. Una data comunque lontana che costringe ancora le imprese a rimanere in una situazione di incertezza. Infatti, dal 31 marzo è scaduto il contratto regionale del latte. Quattro mesi senza un prezzo, in attesa di una trattativa nazionale voluta dal Ministro Luca Zaia, che non ha sortito alcun effetto pratico. Il 3 settembre l’assessore regionale all’agricoltura Mino Taricco riconvoca la trattativa regionale. Se la matematica non è un opinione da almeno cinque i mesi i produttori di latte piemontesi continuano a mungere senza conoscere il prezzo del loro latte, mentre molte famiglie di consumatori rinunciano alle ferie perché pagano i generi alimentari in generale ed il latte in particolare a prezzi proibitivi. Nella lettera di convocazione della trattativa regionale l’assessore Taricco afferma che le parti non hanno individuato una data precedente per l’incontro.
“La parte agricola, ricorda la Coldiretti del Piemonte, che le vacche si mungono tutto l’anno, anche a ferragosto, per cui i rappresentanti del mondo agricolo sono disponibili a sedersi al tavolo della trattativa anche il 15 di agosto. Ancora una volta siamo precipitati in un clima dal sapore medioevale dove i Signori che oltre a non pagare il giusto prezzo agli agricoltori, stabiliscono anche le regole del gioco tenendo conto solo delle loro esigenze”.
Inoltre dopo anni di gestione parecchio discussa del regime delle quote latte, qualche politico tenta con proposte di emendamenti e modifiche all’attuale sistema, di insabbiare o di dare un colpo di spugna premiando i pochi allevatori che hanno agito fuori dal sistema. Per fortuna questi tentativi sono stati responsabilmente respinti dal Governo, ma non sono esclusi altri momenti in cui l’interesse di pochi tende a prevalere su quello generale. Coldiretti Piemonte chiede ai politici un atto di responsabilità per evitare inutili allarmismi che generano tensioni in un settore già martoriato da divisioni e situazioni irrisolte che si trascinano da anni. Occorre invece individuare una serie di misure che premino le imprese agricole che si sono attenute responsabilmente alla legge e che rappresentano almeno il 90% del sistema allevatoriale piemontese.
In conclusione Coldiretti Piemonte denuncia, ancora una volta, la pesantezza che grava sul settore della produzione di latte nella regione subalpina. Pesantezza aggravata da una tensione che il mondo della politica genera quotidianamente con azioni non concertate e frutto di contatti occasionali. Questo non fa del bene al settore lattiero caseario piemontese e ricade negativamente su tutta l’economia della Regione.