26 Giugno 2008
LA MORIA DELLE API

Coldiretti, regione Piemonte e associazioni nazionali degli apicoltori hanno chiesto al Ministero di prendere urgenti provvedimenti

Molti di voi avranno letto negli ultimi tempi su molti quotidiani di forti morie di api e le notizie si sono diffuse con maggiore insistenza in concomitanza con le semine del mais.
In seguito alle numerose segnalazioni degli apicoltori ed ai riscontri in campo, dove i tecnici dell’Associazione Apicoltori insieme ai veterinari delle ASL hanno effettuato decine di campionamenti di api morte, la Coldiretti aveva urgentemente richiesto alla regione Piemonte un tavolo di studio per valutare il problema. Appariva inizialmente incredibile comprendere le modalità di avvelenamento delle api durante le operazioni di semina anche perché i semi, seppur trattati con prodotti insetticidi, venivano interrati.
Su richiesta della Coldiretti la regione Piemonte, insieme alle associazioni nazionali degli apicoltori, ha sollecitamente inoltrato la richiesta al Ministero di una sospensione cautelativa dei prodotti insetticidi utilizzati nella concia del seme ed in contemporanea si sono avviate opportune ricerche per comprendere il problema.
Alla luce delle indagini svolte, appare ormai evidente che durante le operazioni di semina parte del prodotto insetticida che ricopre i semi viene liberato dalle seminatrici pneumatiche per formare una nube tossica
che, disperdendosi nell’ambiente circostante, provoca la moria delle api. La quantità di prodotto che si disperde nell’aria è decisamente bassa ma la tossicità di questi prodotti nei confronti delle api è tale da provocare danni ingenti.
La maggior parte delle api venute a contatto con la nube tossica non riesce a far ritorno ai propri alveari perché subisce danni ai centri nervosi e le api trovate morte davanti ai predellini degli alveari sono un piccolo segnale del danno subito. La Germania in seguito agli stessi fatti ha deciso la sospensione dell’ utilizzo dei semi conciati con queste sostanze ed in questi giorni analogo provvedimento è stato adottato dalla Slovenia.
Il problema è grave perché coinvolge un gruppo di insetticidi di ultima generazione, i neonicotinoidi che sono stati a lungo considerati come non ecotossici ma soprattutto quanto avvenuto, oltre a richiedere un
intervento che ponga fine alla morìa delle api, deve far riflettere per il futuro.
Alla luce di quanto avvenuto, infatti la Coldiretti ha ritenuto opportuno riunire tutti i tecnici che svolgono il ruolo di assistenza alle aziende nei diversi settori agricoli per confrontarsi sui problemi dell’ambiente prendendo l’ape come sentinella per individuare le diverse problematiche. Negli ultimi anni si è osservato come in quasi tutti i settori di coltivazione siano stati introdotti trattamenti insetticidi. Questi interventi, un tempo limitati alla frutticoltura ed orticoltura, sono per motivi diversi stati introdotti anche in viticoltura ed in cerealicoltura. Sempre più vasti territori trattati, dunque, con insetticidi. Colpisce soprattutto il fatto che mentre in frutticoltura da anni si lavora per diminuire gli interventi tenendo in considerazione il problema residuale ma anche il calcolo della economicità dei singoli interventi, in altri settori questo non avviene e non ci sono garanzie sul fatto che i trattamenti consigliati abbiano positivi ritorni economici.
Un esempio potrebbe essere la concia del seme di mais che risulta certamente essere un balzello obbligato per l’agricoltore ma sulla cui valenza tecnica ed economica molti dubitano. Ecco quindi come si dimostra fondamentale la presenza di assistenza tecnica che possa essere il più possibile staccata da interessi commerciali per poter garantire indicazioni disinteressate. In molti settori si confonde con assistenza tecnica l’indicazione delle ditte che commercializzano il prodotto ma varrebbe la pena ricordare un vecchio detto: “non chiedere all’oste se il vino è buono”.
Così come in frutticoltura negli anni si sono raggiunti risultati un tempo insperati ed è ora possibile allevare le api anche a Lagnasco, Verzuolo, e Saluzzo un impegno nell’assistenza tecnica che consideri tutte le problematiche produttive ed ambientali potrà evitare in futuro che gli errori di ditte produttrici di fitofarmaci
possano gravare sull’ambiente e sull’agricoltura.