18 Luglio 2020
Intesa-Ubi: da Coldiretti Cuneo e Confapi Cuneo il sostegno al progetto di una grande Banca

Sostenere le idee di chi produce, garantire il credito per sviluppare l’economia, incentivare gli investimenti sul territorio, creare nuove offerte di servizi attraverso una rete efficiente di consulenza bancaria alle imprese ed affermare ulteriormente in Europa il valore del Made in Italy. Questi sono solo alcuni degli obiettivi alla base del progetto, sostenuto da Coldiretti Cuneo e Confapi Cuneo, di creazione di un forte istituto bancario nazionale.
Un progetto, quello di sostenere Intesa Sanpaolo nella Ops su Ubi Banca, che può avere forti e positive ricadute nel cuneese.
“Oggi più che mai la filiera dell’agroindustria – commenta il Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo, Roberto Moncalvo – deve crescere, soprattutto quella virtuosa che comprende il valore dei progetti di filiera e con la quale è stato già possibile attuarne sul nostro territorio. La pandemia, oltretutto, ha fatto emergere ancor più il valore aggiunto ed il ruolo strategico dell’alimentare e  dell’agricoltura per questo è necessario dare credito a quelle idee imprenditoriali che garantiscono un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola e che ci consentono di non dipendere dall’estero per l’approvvigionamento alimentare, in un momento peraltro di grandi tensioni internazionali sugli scambi commerciali”.
Mentre Pierantonio Invernizzi, Presidente di CONFAPI Cuneo, aggiunge: “Il sistema delle piccole e medie imprese del nostro territorio ha necessità di punti di riferimento chiari e solidi. Stiamo vivendo un periodo di cambiamenti epocali, complesso e travagliato, non possiamo permetterci di perdere occasioni di sviluppo, mercati, possibilità di investimento. Oltre a Istituzioni solide, serve anche un riferimento importante dal punto di vista bancario e finanziario, che sappia accompagnare le imprese con attenzione sia per quanto riguarda il mercato interno e le necessità immediate, sia per ciò che concerne i mercati esteri. Serve un gruppo bancario solido, non scalabile, italiano ma con una visione internazionale, radicato nel territorio, capace di cogliere e valorizzare le risorse produttive e occupazionali rappresentate dalle PMI. Pensare in piccolo non fa bene a nessuno”.