4 Giugno 2020
Grandine: danni fino al 100% su kiwi, mele e pesche nel Fossanese

Sono gravissimi i danni che i tecnici di Coldiretti Cuneo stanno stimando in queste ore nelle aziende agricole del Fossanese, colpito nel tardo pomeriggio di ieri da una fitta grandinata che ha imbiancato una lunga fascia lungo il fiume Stura dalla frazione di Ronchi a Cuneo alle frazioni San Biagio e Roata Chiusani di Centallo fino a Fossano tra San Sebastiano e Murazzo.

Sono coinvolte oltre 40 aziende frutticole – spiega Coldiretti Cuneo – in modo particolare quelle intorno a Centallo dove, nei frutteti sprovvisti di rete antigrandine, che rappresentano il 30% del totale, i danni raggiungono il 100% su kiwi, mele e pesche. Sui kiwi – evidenziano i tecnici Coldiretti – la grandinata non ha solo compromesso la produzione di quest’annata ma avrà gravi ripercussioni anche sulla prossima. Dove installate, le reti di protezione hanno retto quasi ovunque raccogliendo pesanti cumuli di grandine, anche se non mancano le segnalazioni di impianti crollati.

I tecnici Coldiretti stanno, inoltre, registrando danni sui cereali, in particolare su grano ed orzo vicini alla raccolta, mentre sono meno evidenti sul mais appena nato.

Non sono stati risparmiati neppure gli ortaggi, con danni stimati dal 30 al 50% sui fagioli già fuori terra.

Quella di ieri non è stata la prima grandine della stagione nella nostra Provincia: nella notte tra il 2 e il 3 giugno ha già colpito il Cuneese tra Beinette e Peveragno, anche se con danni meno ingenti di quelli del Fossanese; nel Braidese, infine, è il vento forte ad aver piegato a terra in alcune aree i campi di grano nel pomeriggio di ieri.

I fenomeni delle ultime ore sono una prova evidente, se mai ce ne fosse ancora bisogno, dei cambiamenti climatici in atto: “L’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai diventata la norma – commenta il Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo Roberto Moncalvo – con una tendenza alla tropicalizzazione e una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, sbalzi termici, precipitazioni brevi ed intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo, che compromettono le coltivazioni nei campi con costi che in un decennio hanno superato in Italia i 14 miliardi di euro, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”.