5 Giugno 2020
Frontiere aperte: arrivo degli stagionali è boccata d’ossigeno per le raccolte

L’apertura delle frontiere italiane consente l’arrivo, senza obbligo di quarantena, a circa 150.000 braccianti stagionali comunitari provenienti da Romania, Polonia e Bulgaria e altri Paesi europei, il cui lavoro è indispensabile per salvare i raccolti nelle nostre campagne. È quanto stima Coldiretti in riferimento alla riapertura delle frontiere dal 3 giugno ai cittadini europei e dell’area Schengen, mentre per gli extracomunitari occorrerà attendere il 15 giugno.
“Dopo che, su sollecitazione di Coldiretti, sono già stati prorogati fino al 31 dicembre i permessi di soggiorno per lavoro stagionale in scadenza ed è stato ottenuto nel Decreto Cura Italia che le attività prestate dai parenti e affini fino al sesto grado non costituiscono rapporto di lavoro né subordinato né autonomo, a condizione che la prestazione sia resa a titolo gratuito, l’arrivo degli stagionali ora è una boccata d’ossigeno per le nostre imprese, soprattutto per quelle frutticole e vitivinicole – dichiara il Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo Roberto Moncalvo – anche se molti lavoratori che solitamente venivano nelle nostre campagne provengono da Paesi extraeuropei come Albania e Macedonia”.
“In questo contesto è ora necessaria anche una radicale semplificazione del voucher agricolo – insiste Moncalvo – che possa ridurre la burocrazia e consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università e molte attività economiche sono rallentate e tanti lavoratori sono in cassa integrazione”.