6 Maggio 2020
Fase 2: educazione in sicurezza grazie alle fattorie didattiche

Durante la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, in cui le scuole restano chiuse ma i genitori tornano al lavoro, oltre 3.000 fattorie didattiche nelle campagne italiane potrebbero dare un aiuto importante alle famiglie, accogliendo i bambini in sicurezza con attività educative a contatto con la natura nei grandi spazi all’aria aperta. È la proposta che Coldiretti ha presentato al Governo e alle Regioni.

Le fattorie didattiche – spiega Coldiretti Cuneo – sono aziende agricole strutturate per accogliere le nuove generazioni puntando sull’educazione ambientale attraverso la conoscenza della campagna con i suoi ritmi, l’alternanza delle stagioni e la possibilità di produrre in modo sostenibile.

Si tratta di una pedagogia attiva dell’“imparare facendo” attraverso attività pratiche ed esperienze dirette come seminare, raccogliere, trasformare, manipolare a contatto con la natura attraverso l’incontro con animali e piante, nelle stalle, negli orti e in cucina. L’obiettivo è formare consumatori consapevoli sui princìpi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con il cibo che si porta in tavola.

“In Provincia di Cuneo sono oltre 40 le fattorie didattiche che, nel corso della Fase 2, possono essere messe a disposizione con la loro esperienza in ambito educativo – afferma il Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo Roberto Moncalvo – avendo anche la possibilità di attivare aule all’aperto a contatto con la natura per offrire una risposta concreta e percorribile ai genitori tornati in questi giorni nei luoghi di lavoro. Le fattorie didattiche sono il luogo ideale in cui accogliere piccoli gruppi tenendo conto delle norme di sicurezza, distanza e igiene, dopo la chiusura forzata delle scuole”.

Imparare in fattoria vuol dire toccare con mano le realtà produttive locali e quindi l’origine dei prodotti alimentari. Una partecipazione che, attraverso il progetto Educazione alla Campagna Amica, ha coinvolto negli ultimi vent’anni circa 10 milioni di bambini e ragazzi in tutta Italia, di cui il 70% delle scuole materna e primaria e il 30% delle scuole medie e superiori.

“Un patrimonio di esperienze e potenzialità – rimarca Moncalvo – da non sprecare in un momento cruciale in cui il Paese ha necessità di forme alternative di sostegno alle famiglie e anche i più piccoli hanno bisogno di vivere una Fase 2 all’aria aperta e in libertà dopo mesi di reclusione tra le mura domestiche”.