8 Settembre 2021
Covid, cibo diventa prima ricchezza del Paese

È svolta patriottica nei consumi alimentari degli italiani che hanno privilegiato sugli scaffali la qualità Made in Italy con un aumento degli acquisti familiari del +7,6% degli acquisti di prodotti che riportano in etichetta un legame con il Belpaese, come la bandiera tricolore, frasi e parole riferite al Made in Italy oppure una delle indicazioni geografiche europee di origine, come DOCG, DOP, DOC, IGP e IGT. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti nell’anno del Covid sulla base dei dati dell’Osservatorio Nielsen Immagino divulgata in occasione del Cibus, a Parma.
“Tra i prodotti in crescita nelle case degli italiani nell’anno del Covid – commenta Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – sono cresciuti diversi prodotti simbolo del Made in Piemonte tra cui latte, salumi, formaggi, uova, vino, farine, frutta e verdura. A contribuire a questo aumento anche la voglia di sostenere l’economia ed il lavoro locali nel tempo della pandemia. Una emergenza che ha favorito scelte di acquisto più sostenibili con un vero boom dei prodotti green, dal biologico al chilometro zero direttamente dal contadino. Il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce nei piccoli borghi con meno di cinquemila abitanti che rappresentano una risorsa del Paese per ripartire dopo l’emergenza Covid”.
“L’agricoltura della Provincia di Cuneo – aggiunge Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – è ai primi posti in Europa per valore aggiunto ma è anche la più green e può contare sulla leadership indiscussa per la qualità alimentare e la Granda contribuisce a questa eccellenza con 11 produzioni a denominazione d’origine fra DOP e IGP, 18 DOC e DOCG che ricomprendono quasi 100 tipologie di vini, oltre a decine e decine di tipicità meno note ma di grandissimo valore, dalla carne ai formaggi all’ortofrutta, tutelando la biodiversità agricola ed investendo sulla distintività, condizione necessaria per distinguersi in termini di qualità delle produzioni ed affrontare così il mercato globalizzato. Un patrimonio minacciato dalle imitazioni internazionali per cui servono sistemi di etichettatura trasparenti sull’origine delle materie prime e che non siano ingannevoli e nello stesso tempo”.

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