Alle importazioni di latte estero si aggiungono le speculazioni dell’agroindustria piemontese che non valorizza le produzioni locali. E’ quanto afferma Coldiretti Piemonte in questo momento di mercato delicato per la zootecnia da latte.
Il Piemonte è tra le prime regioni, a livello nazionale, per la produzione di latte con 10 milioni di quintali annui, circa 2000 aziende produttrici tra le più professionali al mondo e oltre 60 tipologie di formaggi. Le importazioni di latte sfuso, cagliate, latte in polvere, crema di latte avvengono soprattutto dal Belgio, Germania, Francia ed Olanda.
“Basta con le speculazioni dell’agroindustria piemontese che continua ad importare latte dall’estero pur percependo i fondi del Csr regionale che dovrebbero essere destinati alla valorizzazione delle produzioni locali – evidenzia Bruno Mecca Cici, vicepresidente Coldiretti Piemonte con delega alla zootecnia -. Oltretutto, proprio in questi giorni, Ismea ha aggiornato il costo del latte 2025 a 50 centesimi. Porteremo la questione prezzi e l’intera situazione critica del comparto al Tavolo latte, convocato in Regione il prossimo 23 febbraio. Questo meccanismo mette in difficoltà le nostre imprese nel tempo, limita il futuro dei giovani che sempre di più scelgono l’allevamento e causa l’abbandono dei territori sui quali intere generazioni hanno combattuto per evitare lo spopolamento ed il degrado”.
“Una adeguata remunerazione del lavoro degli allevatori è condizione imprescindibile per mettere al sicuro tutta la filiera e continuare a garantire ai consumatori prodotti di qualità che sostengono l’economia, il lavoro e il nostro territorio su cui è presente una straordinaria biodiversità – spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Le risorse regionali vanno date solo a quell’agroindustria virtuosa che mette al centro le nostro produzioni, garantendo la tracciabilità e l’origine italiane piemontese del latte. La zootecnia da latte costituisce un tassello fondamentale dell’economia della nostra Regione per questo è necessario dare traiettorie di futuro alle famiglie evitando storture lungo la filiera”.
