4 Febbraio 2020
Clima impazzito: vento e caldo fuori stagione fanno danni in agricoltura

Caldo record con punte di oltre 25 gradi e cieli costantemente sereni: è allarme nelle campagne della Granda per un inverno che sembra aver smarrito la bussola. A ciò si aggiunge il vento che oggi si è abbattuto fortissimo sull’areale cuneese, con segnalazioni di danni che crescono di ora in ora.

Le raffiche hanno insistito in modo particolare a Caraglio e dintorni, dove non solo ha fatto volare tegole e lamiere, ma ha scoperchiato il capannone di un’azienda agricola, trasportando ad oltre 200 metri di distanza la lana di roccia della copertura.

È il bilancio provvisorio che traccia Coldiretti Cuneo, nel sottolineare che le anomalie metereologiche cui stiamo assistendo altro non sono che la drammatica conseguenza dei cambiamenti climatici che si manifestano con una marcata tendenza al surriscaldamento e con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali, alternanza di siccità record e precipitazioni brevi ma intense che il terreno non riesce ad assorbire.

A preoccupare, oltre al vento, sono le temperature più che miti delle ultime settimane. Questa finta primavera favorisce l’anticipo vegetativo delle piante da frutto e di quelle ornamentali, rendendole particolarmente vulnerabili e sensibili al crollo delle temperature, con gravissimi danni già sperimentati dalla nostra agricoltura nel recente passato, l’ultima volta nel 2017.

E proprio l’agricoltura – rimarca Coldiretti Cuneo – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici. Conseguenze che in Italia hanno causato, nel corso del decennio, una perdita di oltre 14 miliardi di euro tra produzione agricola nazionale, strutture e infrastrutture rurali.