30 Gennaio 2020
Cimice asiatica: è calamità, avanti subito con il piano straordinario di lotta

Migliaia di agricoltori Coldiretti sono scesi in piazza ieri alla Fieragricola di Verona contro la strage senza precedenti provocata nelle nostre campagne dalla cimice asiatica. Centinaia gli agricoltori cuneesi presenti, affiancati e sostenuti dagli Amministratori dei Comuni più colpiti dalla piaga.

Sotto accusa il sistema di controllo dell’Unione europea, con frontiere colabrodo che lasciano passare materiale vegetale infetto e parassiti vari, la cui diffusione è favorita dal cambiamento climatico in atto.

Il Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo Roberto Moncalvo punta il dito contro “una politica UE troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici in Europa senza che siano applicate le cautele e le quarantene che devono, invece, superare i nostri prodotti quando vengono esportati con estenuanti negoziati e dossier che durano anni”.

Nella nostra Provincia Coldiretti segue la problematica della cimice asiatica con attenti monitoraggi sin da quando, nel 2013, ha fatto la sua comparsa. Dal 2017 con la Fondazione CRC è stato possibile incrementare l’attività di ricerca e lo scorso anno, insieme al Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino, a Fondazione Agrion e a Ferrero HCo, è stato istituito un Osservatorio per allargare e approfondire le metodologie di lotta.

“Per contrastare la cimice asiatica, in un anno segnato da un inverno particolarmente caldo che ne favorisce la sopravvivenza – dichiara Moncalvo –, serve un Piano di intervento nazionale che preveda aiuti straordinari alle imprese, azioni di contenimento dell’insetto anche con un programma coordinato di trattamenti fitosanitari e sperimentazioni su insetti antagonisti, oltre a misure per la difesa del settore ortofrutticolo con un sistema straordinario di verifica sulle importazioni. Ci vuole, dunque, un rapido cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento, sia a livello comunitario sia nazionale, con l’avvio di un’apposita task force”.

Coldiretti Cuneo ha chiesto al Prefetto un tavolo di lavoro cui affidare l’individuazione delle iniziative “anti-cimice”, sottoponendogli il Piano straordinario predisposto da Coldiretti nazionale, e ha chiesto a tutti i Comuni della Granda di approvare una delibera che impegni ciascuna Amministrazione ad intraprendere le iniziative previste nel Piano. Decine i Comuni che hanno già risposto positivamente all’iniziativa.

A livello nazionale, nonostante gli importanti sforzi fatti per integrare il Fondo di solidarietà nazionale con 80 milioni di euro della Legge di Bilancio 2020 è necessario adeguare le risorse ai danni che si sono verificati con un piano pluriannuale per sostenere le imprese agricole. Per questo Coldiretti chiede di rendere sistematico l’intervento del Fondo e un Commissario unico che coordini gli interventi con un tavolo di regia tra i Ministeri di Agricoltura, Sanità, Ambiente, Rapporti UE e le Regioni maggiormente coinvolte, tra cui il Piemonte, dove i danni ammontano a 180 milioni di euro per un totale di 13.500 imprese coinvolte.

“Nelle zone più colpite – sottolinea Moncalvo – è necessaria la dichiarazione dello stato di calamità e la delimitazione delle aree danneggiate con sostegni alle imprese agricole mediante moratoria sulle rate dei mutui, sospensione del pagamento degli oneri contributivi, indennizzi a fondo perduto per i danni subìti e le perdite di reddito e lo sviluppo di fondi di intervento mutualistici”.