4 Gennaio 2021
Balzo dei prezzi agricoli nel 2020, è record storico

Il 2020 si è chiuso con un balzo nelle quotazioni internazionali dei principali prodotti agricoli, dal mais che registra il massimo incremento del decennio (+24,8%) alla soia che raggiunge il picco da sei anni e mezzo (+37,2%) fino al grano, al top da 6 anni (+14,6%). È quanto emerge dal bilancio di Coldiretti alla chiusura annuale del Chicago Bord of Trade (CBOT), il punto di riferimento internazionale per il mercato delle materie prime agricole.

In controtendenza alle difficoltà dell’economia globale, nell’anno della pandemia si è impennato il prezzo delle principali materie prime agricole con la corsa ai beni essenziali che sta facendo aumentare le quotazioni dei prodotti necessari per garantire l’alimentazione delle popolazioni in uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti e speculazioni. Gli effetti della pandemia – evidenzia Coldiretti – si trasferiscono dunque dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi fino alle produzioni agricole, la cui disponibilità è diventata strategica con l’incertezza sugli effetti della nuova ondata di contagi nonostante l’arrivo del vaccino anti-Covid.

“Il nostro Paese, essendo fortemente deficitario, importa dall’estero le materie prime destinate all’alimentazione degli animali da allevamento, come la soia, e ha già sperimentato i guasti della volatilità dei listini” rimarca Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo, che chiede un piano di potenziamento produttivo e di stoccaggio per le principali commodities, dalla soia al mais: “In una fase così delicata occorre prestare molta attenzione alle speculazioni, come avevamo già evidenziato durante il primo lockdown 2020, quando si verificò una stortura delle contrattazioni per la soia che comportò pesanti ripercussioni sui costi delle nostre imprese”.

Infatti, come spiega il Direttore di Coldiretti Cuneo Fabiano Porcu “per i ritardi infrastrutturali in Italia si trasferiscono solo marginalmente gli effetti positivi delle quotazioni sui mercati internazionali che, invece, impattano molto più pesantemente sul lato dei costi per le aziende agricole, soprattutto impegnate nell’allevamento, che stanno affrontando una grave crisi”.

La Provincia di Cuneo dedica circa 7.000 ettari alla produzione di soia, impiegata soprattutto in ambito zootecnico e, ancora più alla luce di quanto sta accadendo in questo momento, Coldiretti Cuneo ribadisce l’importanza di incentivare la produzione di soia a livello territoriale: ciò consentirebbe di dare impulso ulteriore alle filiere locali, oltre a garantire un’alimentazione sana e trasparente agli animali da allevamento.