29 Luglio 2020
Arranca l’export, serve piano straordinario di internazionalizzazione

In Italia 3 imprese agroalimentari su 4 che esportano hanno registrato una diminuzione delle vendite all’estero per effetto di una pioggia di disdette provenienti dai clienti di tutto il mondo a causa della pandemia. È quanto emerso dall’indagine Coldiretti Ixè in occasione della presentazione del XXXIV Rapporto ICE e dell’Annuario 2020 ISTAT-ICE.
Inizialmente hanno pesato la disinformazione e la concorrenza sleale anche di Paesi alleati, culminata con l’assurda richiesta di certificati “virus free” sui prodotti agroalimentari Made in Italy, a cui si è poi aggiunta la drammatica crisi globale della ristorazione che vede la cucina italiana protagonista in tutto il mondo. Il risultato – evidenzia Coldiretti Cuneo – è un conto salatissimo per il nostro agroalimentare, dal vino all’ortofrutta, dai formaggi ai salumi.
Nella Granda, nel primo trimestre 2020 le esportazioni cuneesi di merci hanno subìto un calo del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2019, secondo un’elaborazione Unioncamere Piemonte su dati ISTAT. Le esportazioni verso i Paesi extra-Ue hanno registrato una flessione di intensità doppia (-8,0%) rispetto a quella evidenziata per l’area comunitaria. Al calo del 13,7% delle vendite verso gli USA segue la flessione dell’11,7% registrata verso la Gran Bretagna. Molto pesante la battuta d’arresto sul mercato svizzero (-26,5%) e su quello cinese (-19,7%).
“Per fronteggiare gli effetti della pandemia sull’export – dichiara Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – va promosso un piano straordinario di internazionalizzazione con la creazione di nuovi canali e una massiccia campagna di comunicazione per le produzioni 100% Made in Italy. Occorre superare l’attuale frammentazione e dispersione delle risorse puntando ad una regia nazionale attraverso un’Agenzia unica che accompagni le imprese in giro nel mondo con il sostegno delle Ambasciate, dove vanno introdotti anche adeguati princìpi di valutazione delle attività legati, per esempio, al numero dei contratti commerciali”.
La situazione rischia di diventare ancora più pesante dopo la scadenza dell’ultimatum del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump per l’applicazione di nuovi dazi ad una lista di prodotti europei, tra cui il vino delle nostre colline particolarmente apprezzato negli USA tanto che – secondo dati di Coldiretti Cuneo – il 40% delle bottiglie prodotte nella Granda è destinato al mercato statunitense.
Per questo, sottolinea Moncalvo, “è fondamentale impiegare tutte le energie diplomatiche per superare i dazi USA, oltre all’embargo russo”.