Coldiretti Cuneo porterà le eccellenze ortofrutticole della Granda alla Mostra Regionale Ortofrutticola “Città di Cuneo”, in programma a San Rocco Castagnaretta dall’11 al 13 settembre. Una vetrina per un comparto che vale oltre 400 milioni di euro, oltre all’indotto.
“La Mostra di San Rocco è un’occasione per valorizzare la qualità dell’ortofrutta cuneese e il lavoro delle nostre imprese – dichiara Paolo Quaranta, Presidente Coldiretti di Zona Cuneo –. Un impegno che deve trovare un adeguato riconoscimento anche sul mercato, con prezzi remunerativi e pagamenti puntuali. Sono condizioni necessarie per consentire agli agricoltori di programmare le attività e continuare a investire nella qualità delle produzioni”.
Le produzioni del 2026 si distinguono per l’elevata qualità organolettica, nonostante un’annata complessa, con una produttività ridotta per numerose specie, soprattutto orticole. La stagione, anticipata di circa otto giorni, è stata segnata a fine marzo da un’ondata di freddo, i cui effetti sono stati contenuti dai sistemi antibrina, e successivamente da lunghe ondate di calore, scarse precipitazioni e grandinate a macchia di leopardo.
Tra i piccoli frutti – spiegano i tecnici di Coldiretti Cuneo – stagione positiva per mirtilli e fragole unifere, mentre il caldo ha ridotto la produttività delle fragole rifiorenti. Bene ciliegie e albicocche, favorite dal bel tempo. Pesche e susine estive hanno registrato buona produttività ed eccezionali caratteristiche organolettiche. Per le susine damaschine, la maturazione scalare e i quantitativi inferiori hanno favorito le vendite. La raccolta delle mele è iniziata con una produzione attesa stazionaria in provincia e in Italia, contro un calo del 16% in Europa; le temperature elevate hanno causato problemi di colorazione nelle varietà precoci. Buoni quantitativi, alta qualità per le pere, mentre per la frutta autunnale si prevedono buoni raccolti. Nel comparto orticolo, dopo un avvio di stagione favorevole, il caldo ha compromesso la produttività delle colture in pieno campo e sotto tunnel, penalizzando soprattutto fagiolo e pomodoro.
“I conflitti in atto hanno provocato notevoli aumenti dei concimi e dei combustibili, che inevitabilmente comportano per gli agricoltori aggravi di costi, a questo vanno aggiunti i costi necessari per la difesa delle colture dal caldo, per l’irrigazione e l’inevitabile diminuzione della produttività su molte specie, che hanno ulteriormente appesantito il bilancio aziendale riducendo od azzerando la marginalità. Alla crescita dei costi di produzione, infatti, non corrisponde un aumento delle quotazioni riconosciute ai produttori, mentre come abbiamo denunciato più volte come Coldiretti, volano i prezzi finali dell’ortofrutta sugli scaffali, senza contare i ritardi inaccettabili delle liquidazioni. Da troppi anni va avanti questo schema e così diventa impossibile fare impresa” denuncia Enrico Nada, Presidente provinciale di Coldiretti Cuneo.
Nel settore frutticolo persistono inoltre ritardi nei pagamenti, alcuni operatori hanno liquidato tra luglio e agosto di quest’anno le mele dell’annata 2025, alimentando incertezze e riducendo gli investimenti.
“Ribadiamo l’urgenza di dare piena applicazione alla norma sulle pratiche commerciali sleali, che abbiamo fortemente voluto per rendere più equa la distribuzione del valore lungo la filiera agricola e alimentare. Gli ortofrutticoltori non possono continuare a scontare l’inefficienza di una filiera estremamente frammentata, fatta di soggetti spesso in competizione tra loro e con poca differenziazione nei canali commerciali” conclude il Direttore di Coldiretti Cuneo, Francesco Goffredo.